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“L’APICOLTURA DEL MEDITERRANEO CROCEVIA D’EUROPA”

In questo articolo Livio Dorigo, presidente del Circolo Istria , nonché uno dei massimi esperti di apicoltura nella provincia di Trieste presenta ad un convegno le attività del Circolo Istria e del “Consorzio tra gli apicoltori della provincia di Trieste”, accumunati nella figura di Dorigo nel loro impegno per la salvaguardia del patrimonio ambientale e genetico della nostra terra che rappresenta “un unicum indivisibile, una terra di confine, una regione transfrontaliera” L’articolo è apparso nella SERIE QUADERNI XI -2001 edito dal Circolo Istria.

Percorsa l’uniforme pianura padana, nei pressi delle foci del Timavo improvvisamente ti si presenta dinanzi lo zoccolo calcareo del Carso e ti accorgi e non hai dubbi che questa sia una terra di incontri, di confine. In virtù della loro posizione geografica, collocati tra Mediterraneo ed Europa Centrale, tra l’Italia e la Penisola Balcanica, il Carso e l’Istria rappresentano un mondo a sé, qui anche i fiumi non scendono tradizionalmente al mare, ma vi salgono, come polle dopo aver consumato lo zoccolo calcareo. Così la salvia ed il rosmarino si mescolano al carpino ed al sommacco, l’ape ligustica lascia il posto al suo ibrido con la carnica, la pecora padana a quella istro carsolina – che si ostina a manifestare tutta la ricchezza genetica – il bovino da latte dalle corna corte, al possente podalico che sin dai tempi antichi, unica forza motrice, ha permesso la coltivazione delle cave del Carso. Sono queste le testimonianze materiali di un comune radicamento al territorio e gli strumenti più immediati per impedire che le sirene della massificazione vengano ascoltate e sostituendo la quantità alla qualità facciano naufragare questo patrimonio comune nell’infido mare dell’unica ideologia ancora in vita: il mercato.

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