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Omaggio a Fabio Scropetta a cinque anni dalla scomparsa

E alla fine viene proiettato un filmato su una delle tante iniziative che il Circolo Istria ha realizzato sul territorio, nel video ci sono il presidente Livio Dorigo, altri soci dell’associazione e della Comunità di Buie dove si presenta il contributo e l’attività letteraria delle personalità, come Tomizza, Depangher, Miglia e Molinari che hanno fatto grande il Circolo e riavvicinato le membra sparse dell’istrianità. Nel filmato appare anche Fabio Scropetta, scomparso a Monfalcone cinque anni or sono e che gli amici, parenti, conoscenti e pubblico riconoscente hanno voluto ricordare con un incontro presso la sede dell’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione dell’FVG, in salita di Gretta a Trieste.
L’omaggio ad uno dei Lari del Circolo Istria non può prescindere dal percorso stesso che l’associazione ha svolto nei decenni.
“La presenza di Scropetta – afferma Livio Dorigo – aveva saldato strettamente la nostra attività all’Istria, anche perché il suo ritorno nelle località della penisola era frequente, quasi settimanale. Durante questo peregrinare allacciava contatti con le persone che si sono sentite coinvolte e rappresentate dal lavoro capillare che stavamo proponendo. Devo dire che dopo la sua scomparsa, il Circolo si è rivolto maggiormente all’editoria, stampando numerosi titoli che, insieme alle tante iniziative a Trieste, sul Carso, in Istria ed in Quarnero, rappresentano un’immensa mole di lavoro e di costruzione di una realtà di contatti e di rapporti per mantenere viva la nostra cultura”.
Fabio, in queste peregrinazioni, era accompagnato dalla moglie Lucia Germani che, durante l’incontro, ha raccontato di come l’ha introdotta alle bellezze della terra istriana, di come l’ha condotta a riflettere sulla stessa e ad amarla profondamente. Ha scoperto la profondità di un pensiero di accettazione dell’altro come arricchimento personale, è stato più facile, anche per lei appartenente alla comunità slovena in Italia, capire meccanismi e sogni di una minoranza.
Per i suoi figli, come ha testimoniato la figlia Clara presente all’incontro (il figlio vive in Sudamerica) l’opera di Fabio li ha aiutati nel loro percorso identitario, non sempre facile, di certo non immediato ma frutto di una lunga riflessione sul ruolo della cultura del territorio e sul contributo del singolo.
Abbracciare la storia e l’opera degli uomini, oggi più che mai diventa formativo, un modo per riandare a principi e valori che potrebbero salvare il presente attraverso un maggiore impegno o semplicemente il coraggio di credere ai sogni e ad operare per la loro realizzazione.
Anche Monfalcone, con Scropetta, ha perso una delle persone che in modo più efficace in questi anni aveva lavorato per ricucire i rapporti tra gli esuli presenti in città e nel mandamento e i “rimasti” in Istria. Il vicepresidente e tesoriere del Circolo di cultura Istria, Fabio Scropetta, scomparso all’età di 78 anni, era originario di Montona d’Istria. Il padre era dipendente della società elettrica e alla fine della seconda guerra mondiale si era trasferito a Trieste, per mantenere il lavoro. Il figlio Fabio, con altre due sorelle e la madre, rimasero in Istria fino al 1949, quando poi si ricongiunsero al resto della famiglia, accolti dai parenti per non dover passare attraverso l’esperienza dei campi profughi. Poi ci furono la casa di Roiano, a disposizione dei dipendenti dell’Enel, e quella di Opicina, sempre tra quelle costruite dalla società per i propri lavoratori.  
«Per noi questa diversa appartenenza non è mai stata un problema, non abbiamo mai sentito una distanza – racconta la moglie Lucia Germani -. In famiglia abbiamo sempre parlato indifferentemente in italiano, sloveno, croato». Un’apertura quella dimostrata da Fabio Scropetta e Lucia Germani singolare per i tempi e per la zona, in cui le lacerazioni provocate dalle vicende prima, durante e dopo la seconda Guerra mondiale sono durate a lungo.
Entrato a far parte del Circolo Istria alla fine degli anni ’80, con il 2000 ha intensificato il proprio impegno nell’associazione, di cui è divenuto il referente monfalconese e il motore a livello locale di numerose iniziative volte a rafforzare la conoscenza e il legame con la realtà istriana, ma anche la valorizzazione della presenza della minoranza slovena in Italia.
Rosanna Turcinovich Giuricin (da La Voce del Popolo)