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Livio Dorigo ricorda Vargarola

Tempi difficili. Con tristezza si constata l’impossibilità di fermarci oggi davantini cippo di Vargarola così come ogni anno. Lo facciamo ugualmente, a distanza perché questa data per tutti noi del Circolo Istria – e per i polesani in particolare modo – è una ricorrenza che segna la storia della nostra città e ci impegna continuamente nella ricerca della verità. La nostra missione è contenuta anche nel volume di Gaetano Dato, intitolato Vargarola. Uno studioso che per nostro conto – con una borsa di studio da noi erogata e la collaborazione con l’Università di Trieste – ha scandagliato gli archivi segreti a Zagabria, Roma, Londra e Washington per fare luce su questa tremenda vicenda. Nonostante i risultati non soddisfino completamente le nostre aspettative, continuiamo ad adoperarci per fare emergere la verità storica perché Vargarola ha segnato l’esodo da Pola e da Tutta l’Istria.

Porre un cippo che ricordasse la vicenda non è stato facile ma ogni anno anno nel riunirci al suo cospetto si rinnova la promessa di pace e concordia, viene ribadita la volontà di procedere a realizzare iniziative che ne sottolineino la portata. Qualcuno mi chiese se la scritta sul cippo sarebbe stata vergata in rosso o in nero: abbiamo scelto il colore bianco e le motivazioni sono chiare. Non si può speculare su una simile tragedia.

In preparazione dell’incontro che comunque i “polesani” hanno intenzione di tenere appena possibile, Livio Dorigo ha sviluppato una serie di ipotesi di collaborazione con il Libero Comune di Pola, rappresentato da Tito Sidari al fine di operare congiuntamente, includendo anche la CI di Pola, per rivitalizzare i rapporti tra andati e rimasti nel nome di una storia che dovrebbe unire. Una delle iniziative importanti è senz’altro la divulgazione dell’editoria sul tema specifico ma anche su tutti gli altri argomenti che hanno impegnato negli anni il Circolo Istria e il Libero Comune di Pola in Esilio, organizzando incontri a Pola, a Trieste, a Milano, a Torino ed in altre località importanti. Così come emerso anche dal convegno del Circolo sul Ritorno culturale. Tra i progetti che si spera condivisi anche il gemellaggio tra Parenzo e Ravenna nel ricordo delle comuni radici storiche ed artistiche nonché civili di matrice bizantina sulla cui base si sviluppò la Serenissima Repubblica veneziana.