Cerimonia per ricordare la tragedia dell’Arsia

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Trieste. Il 28 febbraio del 1940 morivano 186 lavoratori nelle miniere di carbone istriane dell’Arsia, allora la piú importante risorsa energetica italiana. A ricordare il più grave incidente nell’industria estrattiva italiana è stato il Circolo Istria di Trieste, con una semplice cerimonia al Monumento dei Caduti sul Lavoro di largo Irneri nella città giuliana. Livio Dorigo, presidente del circolo, ha ricordato il tragico avvenimento. “Dovendo sopperire alle carenze energetiche, all’avvio della guerra le esigenze belliche portarono ad aumentare la produzione di carbone senza che le misure di sicurezza venissero adeguate- ha affermato. Un disastro preannunciato, ma anche dimenticato. Noi vogliamo ricordare i martiri di Arsia e tutti i caduti sul lavoro, assieme alla Comunità degli italiani di Albona. Il nostro pensiero va in questo momento ad un altro martire sublime, il triestino Arrigo Grassi, che ha dedicato la sua vita ai colleghi, esprimendo la solidarietà che solo sui luoghi di lavoro si può esprime in modo così forte. L’auspicio che anche a Trieste si trovi modo di ricordare le sue gesta e i morti di Arsia”. Arrigo Grassi, giovane meccanico di miniera, senza badare al pericolo, prestava soccorso ai compagni bloccati nelle gallerie invase da gas mortali. Ne salvava dieci, morendo assieme all’amico nel tentativo di tornare alla luce. Nell’occasione un ricordo alle vittime della miniera istriana è stato portato dal sindacalista Michele Berti e dal presidente dei Maestri del Lavoro, Roberto Gerin, che ha ricordato di aver richiesto al Ministero italiano il riconoscimento dell’onorificenza dei Maestri del Lavoro a tutti i caduti di Arsia. La pandemia ha impedito che la campana, che fu realizzata per ricordare quelle vittime, sia portata ad Arsia e giace al Comune di Trieste in attesa di compiere il viaggio finale.

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Rossana Poletti

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